Javier Marías: Berta Isla

Javier Marías, Berta Isla

Titolo originale: Berta Isla, 2017
Genere: narrativa psicologica
Einaudi Editore (478 p.)

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Oggi vi propongo uno dei libri più belli che ho letto quest’anno, BERTA ISLA, dello scrittore spagnolo Javier Marías.

È una vicenda d’amore struggente quella raccontata, che potrebbe definirsi “storia di un’assenza e di un’attesa”: Berta aspetta suo marito Tom, per settimane a volte mesi a volte anni, senza sapere nulla di lui, perché è un agente segreto e niente può raccontare di quello che fa. Berta e Tom, sono due anime alla deriva, lei avvolta dal dubbio, lui dall’ombra del segreto.

La trama è prevedibile, al lettore resta solo di capire come Marías scioglierà i nodi “gialli” della vicenda, ma ciò è irrilevante, non è la suspense a tenere incollati alla pagina, ma la capacità di Marías di affabulare per centinaia di pagine senza avanzare di un passo nella trama (e credo sia questo il motivo per cui molti reputano questo scrittore noioso).

Amo Marías, mi piace qualsiasi cosa scriva, perché adoro il suo stile impeccabile, le sue digressioni, il suo modo di scavare nella psiche dei personaggi, la sua passione per le lingue.

Che cosa mi è piaciuto in questo libro: 1) la vicenda incentrata più sui pensieri interiori che sulla pura azione; 2) l’ingegnosità di servirsi di una manciata di versi del grande poeta T.S. Eliot, per puntellare le elucubrazioni dei due personaggi, tecnica già vista e amata in “Domani nella battaglia pensa a me”; 3) lo scorrere del tempo con immagini perfette, tipo Berta che guarda dal balcone gli alberi scossi dal vento, visione ripetuta fino allo sfinimento; 4) la parità di trattamento riservata dal narratore onnisciente al lettore, che al pari di Berta, soffre e brancola nel buio più totale senza notizie di Tom.

Un libro che consiglio a chi ama le storie d’amore tormentate.

Buona lettura e alla prossima!

 

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