László Krasznahorkai – Il ritorno del barone Wenckheim


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László Krasznahorkai

Il ritorno del barone Wenckheim, 2016

Se non fosse stato per il Nobel di quest’anno, di certo László Krasznahorkai sarebbe rimasto per me un autore sconosciuto. Spulciando in rete per capire che razza di scrittore è, ho trovato questa sua dichiarazione, tratta da un’intervista al Paris Review: «Ho detto migliaia di volte che avrei sempre voluto scrivere un solo libro. Non ero soddisfatto del primo, ed è questo il motivo per cui ho scritto il secondo. Non ero soddisfatto del secondo e così ho scritto il terzo, e così via. Ora con il Barone, posso chiudere la storia. Con questo romanzo posso davvero dire di aver scritto un solo libro nella mia vita. Questo è il libro – Satantango, Melancolia, Háború és háború e il Barone. Questo è il mio solo libro.»

Si dà il caso che, casualmente, io abbia acquistato proprio “il Barone” e cioè il romanzo dal titolo “Il ritorno del Barone Wenckheim” e che l’abbia pure letto, e wow! Che esperienzapazzesca!

Devo assolutamente dire quattro cose su questo incredibile romanzo perché non può e non deve passare sotto silenzio un circo di fantomatici e assurdi personaggi che vivono in una fantomatica e assurda città e il mio preferito di questo circo è senz’altro il Professore uno dei massimi esperti mondiali in muschi e licheni che di punto in bianco davanti al Penny Market decide di ritirarsi dalla vita accademica e professare a orari fissi degli assurdi esercizi di esenzione dal pensiero per non dire del Barone che è quello del titolo e che è ammantato di un’aurea di ricchezza che non possiede affatto perché è pieno di debiti e parecchio frastornato durante il suo rientro nella città natale voluto dai parenti per non dire di tutti gli altri incredibili ed enigmatici personaggi che popolano questo densissimo testo parecchio denso visto che non conosce spazi bianchi perché è senza virgole e per trovare un punto devi faticare come minimo e se va bene una ventina di pagine e tutti i dialoghi sono di seguito botta e riposta mischiati nel testo senza alcuna pietà per il lettore attonito e non riesci a capire perché anziché smollarlo e buttarlo giù dalla finestra sperando che nessuno lo raccolga senti che ti sfida e ti chiama a sé per torturarti con la sua potenza sfibrante perché devi assolutamente arrivare all’ultima riga capire come finisce la storia e quando arrivi in fondo e ti accorgi che non hai alcuna risposta alle domande che ti sei fatto non sai se metterti a ridere o meglio a piangere o meglio sarebbe congratularsi con l’autore che è László Krasznahorkai che tra l’altro ha vinto Il Nobel 2025 che è stato capace di concepire tutto sto circo dove ha fatto ballare in maniera egregissima i suoi personaggi per chiudere mi sento di affermare di non aver mai letto roba simile e sì che leggo parecchio e che nessun lettore arrivato in fondo al romanzo possa dichiararsi illeso davanti al devastante scempio finale. Punto.

László Krasznahorkai – Il ritorno del barone Wenckheim, 2016

 

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