Primo Piano

Fabiola Gravina – Un castello senza re

Bertoni Editore, 2022

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Un castello senza re è il mio quarto romanzo.

Volevo scrivere una storia in cui tra i protagonisti ci fosse anche l’Umbria, le sue colline, i suoi paesaggi. Per andare al lavoro faccio un tragitto sempre uguale, la strada è parecchia e mi piace osservare il paesaggio che incontro sempre diverso nei vari periodi dell’anno.

E’ anche vero che vivo in un piccolo paese nella Media Valle dell’Umbria, circondato da campagna e ciò mi permette di accorgermi dei cambiamenti delle stagioni, del muoversi della natura intorno a noi.

Il “castello senza re” è un vecchio casale che sorge sulla collina, un casale sul “toppo” come si dice qua da noi. Ha una posizione incantevole, domina la valle, eppure non è stato mai abitato, il perché ovviamente non ve lo dico. Comunque sia c’è un progetto di recupero per trasformarlo in Locanda.

I protagonisti della storia sono due ragazzi. Il ragazzo biondo, ha gli occhi allagati di tristezza ed è Vittorio, il proprietario; l’altro ragazzo è moro e si chiama Leo, amico d’infanzia reclutato per la gestione dell’attività. La vicenda si snoda intorno alla ristrutturazione del casale e noi conosciamo la storia attraverso un diario che Leo scrive in maniera regolare.

Presenza importante nell’economia del racconto è quella del vecchio contadino che mi fornisce la possibilità di parlare della campagna e dei paesaggi agrari dell’Umbria. La vicenda si muove tra due piani narrativi: presente e passato. La storia copre un orizzonte temporale di due anni, il primo rievocato in flashback, il secondo scandito mese per mese.

Il romanzo è composto di dodici capitoli che sono i mesi di un anno solare, comincia a maggio finisce in aprile (più due aggiuntivi inseriti per necessità di trama). Ogni capitolo “mese” si apre con un brano introduttivo cui è affidata la descrizione dei paesaggi e della campagna umbra del mese, per poi proseguire con la narrazione vera e propria attraverso il diario di Leo.

Per questa storia era necessario raccontare dal punto di vista di un personaggio, con il vantaggio di suscitare l’immedesimazione del lettore. Il racconto in prima persona, si sa, rafforza la componente emozionale.

Attraverso le parole di Leo ho potuto focalizzare l’attenzione sui grandi temi dell’esistenza, uno per capitolo: l’amicizia, l’amore, la famiglia, la vecchiaia, la morte e il senso della vita.

Ho dato anche spazio alle tradizioni locali, gastronomiche e culturali, ci sono le cialde, la ciaramicola, l’oca arrosto che mangiamo a Ferragosto, gli strufoli, il rito del Carnevale e la preparazione dell’acqua di San Giovanni. Le tradizioni umbre mi sono molto care, le ho imparate con il tempo e con gli anni, perché non le ho vissute in famiglia. Sono marscianese di nascita ma i miei genitori sono per così dire trapiantati, in quanto hanno origini campane.

Mi auguro che da queste pagine riesca a trapelare il mio amore la mia terra.
Innamoratevi dell’Umbria!

Fabiola

#uncastellosenzare #bertonieditore

 

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