John Steinbeck: Al Dio sconosciuto

John Steinbeck: Al Dio sconosciuto

(titolo originale: To a God Unknown, 1946)

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Magnifico questo romanzo di Steinbeck,di una bellezza inaspettata e anche particolare, con un’aura di sacralità che dona alle pagine un che di mistico.

John Wayne, contadino del Vermont, lasciala sua terra per la California, sorta di terra promessa, tallonato poco tempo dopo dai suoi tre fratelli. John è un uomo taciturno, istintivo e animalesco, ha con la terra un legame quasi di sangue, la sente, le parla, e poi c’è il grande albero, in cui ravvede lo spirito del padre defunto e a cui prodiga attenzioni e riti pagani. Le sue strane manie esasperano Burton, il fratello più religioso, assillato dalla vendetta di Dio.

La fattoria prospera, la valle è verde, le famiglie si allargano, John stesso si decide a prender per moglie, Elisabeth gli darà un bambino, ma una sensazione di angoscia avvolge l’intera vicenda, la percepiamo ineluttabile e con grande turbamento attendiamo di vedere la scure calare impietosa e seminare morte.

E con un finale da dieci e lode, Steinbeck spezza in maniera magistrale tutta la tensione accumulata, lasciandoci sgomenti ma appagati, perché la Terra è crudele ma anche giusta, profondamente giusta.

 

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