Capote: Colazione da Tiffany

TRUMAN CAPOTE
Colazione da Tiffany (Titolo originale: Breakfast at Tiffany’s, 1958)

trumanHolly Golightly è una donna-bambina frivola e disinibita, frizzante e sognatrice, che sfrutta il suo fascino per irretire uomini facoltosi. Con un passato infelice alle spalle, cerca di barcamenarsi vivendo alla giornata, circondata da frotte di uomini, unica presenza fissa nel suo appartamento è un gatto rosso senza nome. In molti la tradiranno, scaricandola per i suoi eccessi o nel momento del bisogno.

La voce narrante del romanzo è quella di  un aspirante scrittore che  racconta la storia in un lungo flashback. Impossibile durante la lettura rimuovere l’ombra di Audrey Hepburn, che rimarrà nell’immaginario collettivo per sempre legata al personaggio.

E’ innegabile affermare che il successo del film abbia contribuito enormemente alla fama del romanzo, una trasposizione ben riuscita nonostante i massicci stravolgimenti della trama.

La storia originale ha un finale amaro, ed è sottile e pungente più di quanto si possa credere. L’inconsistenza e l’ipocrisia degli ambienti mondani affiorano in ogni riga con i propri simboli irrinunciabili (gioielli, profumi, vestiti, alcolici  così come  le ferite interiori che Holly cerca di nascondere e contrastare con una vita superficiale  e dissoluta.

Un romanzo breve, un piccolo gioiello scritto in modo brillante e dai dialoghi sfiziosi e accattivanti. Mi è piaciuto molto, lo consiglio.

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